
La semplifico: pensa alla patente a punti. Se non hai allacciato correttamente la cintura di sicurezza e ti beccano, paghi la multa e perdi dei punti. Pensa all’assunzione di alcool prima di metterti alla guida. Se ti beccano, la patente ti verrà sospesa per due anni.
Non tutti capiscono il pericolo di viaggiare in auto senza allacciare la cintura di sicurezza o di guidare dopo aver bevuto qualche bicchiere, ma per paura delle norme punitive, evitano comunque di tenere queste condotte pericolose.
Alla collettività poco importa quali siano i motivi che spingono i cittadini a tenere comportamenti virtuosi; importa solo che tali comportamenti siano tenuti dal più ampio numero di persone possibile, per la sicurezza di tutti.
Per lo stesso ragionamento, se vai dal medico, poco importa se ti ha consigliato quell’accertamento in più per scrupolo professionale o per paura di beccarsi una denuncia penale; importa solo che esso sia eseguito e sgombri maggiormente il campo dai dubbi.
Ovviamente l’accertamento deve essere proporzionato al tipo di patologia, anche in ordine all’invasività che comporta. Prescrivere una TAC di tutto il corpo per una tonsillite potrebbe essere fin troppo eccessivo e quindi potrebbe essere comunque un errore.
A ciò deve aggiungersi che in base alla normativa vigente, la responsabilità penale di un medico ha un campo ristretto di applicazione.
L’art. 590 sexies del codice penale al secondo comma prescrive che “Qualora l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto”.
La norma ci dice che il medico, in caso di imperizia, ossia di scarsa abilità e conoscenze, può essere condannato solo in caso di colpa grave, ossia in caso di un errore che potremmo definire inescusabile o grossolano, mentre in caso di negligenza o imprudenza, ossia quando manca di cautela o pecca di distrazione, è responsabile come un comune cittadino, quindi anche in caso di colpa lieve.
Il bravo medico, quindi, già allo stato attuale non corre rischi di incappare in una condanna penale. Il “somaro” sì!
Lo scudo penale approvato in Consiglio dei Ministri il 4 settembre 2025 introduce ulteriori limiti alla responsabilità medica, subordinandone l’accertamento alla verifica ulteriori parametri tra cui la scarsità delle risorse umane e dei materiali disponibili, le carenze organizzative presenti nella struttura sanitaria e la complessità della patologia del paziente assistito, così da contestualizzare la condotta del sanitario nell’ambiente in cui è stata realmente tenuta.
È un bene che il medico non subisca le conseguenze pietose del Sistema Sanitario Nazionale, ma chi ne beneficia davvero è il Governo, che anziché investirci, può dimenticarsene per un altro po’.
Se non mi credete, queste sono le dichiarazioni congiunte del Ministro della Giustizia e del Ministro della Salute: “La medicina difensiva, che costa mediamente 11 miliardi l’anno e allunga le liste d’attesa induce i medici a prescrivere esami costosi, spesso inutili e invasivi, che non soltanto gravano sui bilanci delle ASL ma ritardano gli interventi sui malati realmente bisognosi, che non hanno l’ardire di prospettare ai medici eventuali azioni risarcitorie.
Circoscrivere, come stiamo facendo, la responsabilità penale dei sanitari, non significa affatto favorirne l’impunità. Significa invece porre i medici in condizione di operare con maggiore serenità, dedicandosi senza spreco di energie ai pazienti che necessitano di diagnosi e di cure urgenti ed efficaci. Con questa riforma vogliamo rilanciare le professioni sanitarie e dare risposte efficaci ai nuovi bisogni di salute della popolazione”.
Tradotto: “non abbiamo i soldi per tutti, quindi chi non si sente tanto bene, ma nemmeno tanto male, aspettasse a morire, perché c’è chi sta più male di lui/lei! Questa cosa, tuttavia, non vi esenta dal non pagare le tasse, perché ci servono per tenere in piedi il SSN e tutta la baracca, anche se non ne potete usufruire”.
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Avv. Igino Cappelli