

Capita più spesso di quanto pensiate. Le persone non sono tutte “belle persone”. Mi riferisco agli incidenti causati dalle auto pirata.
Nella realtà i pirati non sono così gagliardi come appaiono nelle storie. Cappello di Paglia non guida sulle nostre strade.
Cosa si intende per auto pirata? Si definisce così quel veicolo che non si ferma dopo un incidente stradale, sia che abbia investito una o più auto, sia che abbia investito uno o più pedoni.
Ne parlo più approfonditamente nel mio podcast (ti basterà cliccare sul pulsante “play” per ascoltare), ma sei vai di fretta, qui c’è tutto quello che serve.
Innanzitutto, ai sensi dell’art. 189 C.d.S. comma 6, non fermarsi dopo aver causato un sinistro dove ci sono dei feriti, configura una condotta penalmente rilevante e punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni oltre la sanzione amministrativa della sospensione della patente da uno a tre anni.
È ugualmente punibile anche la condotta di chi prima si ferma e poi scappa via, in presenza di feriti. Questa ipotesi è il classico caso di omissione di soccorso.
E non è tutto.
Proprio perché la fuga dopo un incidente con danni alle persone rappresenta una condotta di grave pericolo sociale, il legislatore ha previsto misure particolarmente rigide, normalmente riservate a reati più gravi.
In questi casi, infatti, la legge consente al giudice di applicare anche misure cautelari personali, come:
Normalmente, tali misure non sono consentite per reati con pene inferiori ai tre anni, ma nel caso della fuga dopo incidente, il legislatore ha fatto un’eccezione: ha ritenuto che il comportamento di chi abbandona la scena di un sinistro sia così pericoloso e antisociale da giustificare la possibilità di misure coercitive anche “fuori soglia”, cioè anche se la pena non supera i tre anni (deroga espressa all’art. 280 c.p.p.).
Non solo.
L’art. 189, comma 6, prevede anche che sia possibile l’arresto in flagranza, ai sensi dell’art. 381 c.p.p., anche se la pena non raggiunge i limiti ordinari.
In parole semplici: se il conducente viene sorpreso subito dopo il fatto, le forze dell’ordine possono arrestarlo sul posto, anche se il reato non è tra i più gravi in senso tecnico.
Questa deroga nasce dall’idea che la fuga non sia un semplice atto di codardia, ma un gesto che aggrava il rischio per le vittime, ostacola l’identificazione del responsabile e rivela una pericolosità concreta per la collettività.
In altre parole, la legge tratta il “pirata della strada” come un soggetto che va immediatamente fermato, per evitare ulteriori danni o condotte elusive.
Chiarito questo aspetto, veniamo a questioni più veniali, ma non per questo meno importanti, anzi! Nel nostro paese cattocomunista abbiamo sempre il sentore che parlare di soldi, sia di cattivo gusto, ma non è così.
Parlare solo di soldi potrebbe essere reputato di cattivo gusto, perché – come diceva il buon vecchio Aristotele – il denaro è solo il mezzo per comprare i beni della vita, che ci sono necessari per vivere un’esistenza dignitosa, ma accumulare denaro come bene principale è deprecabile. Ma si tratta di una teoria ormai in controtendenza con la realtà, perché oggi il denaro costituisce il bene principale, il bene ultimo, da cui si ricava altro denaro; si pensi alla speculazione finanziaria.
Quindi, non vi sentite in colpa e prestate attenzione.
Quando si viene investiti da un’auto pirata, chi risarcisce i danni?
In caso di danni materiali o alla salute, interviene il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (FGVS), gestito da Consap.
Per ottenere il risarcimento dal Fondo, la vittima deve:
Nota bene: è necessario dimostrare di aver fatto tutto il possibile per annotare la targa, quindi identificare il veicolo pirata, senza esserci riusciti. La giurisprudenza richiede la prova dell’impossibilità o estrema difficoltà di identificare il veicolo responsabile, affinché possa intervenire il Fondo di Garanzia.
In altre parole: se chi scappa è identificabile – anche in un secondo momento – si procede contro di lui; se non lo è, si chiede al FGVS di risarcire i danni, a condizione di produrre prove serie e attendibili.
Se hai avuto un sinistro con un’auto pirata, non tutto è perduto.
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Avv. Igino Cappelli