
C’è un momento giusto per tutto. C’è quello per dire “basta”, quello per dire “ti amo”, quello per avere figli e quello per smettere di fumare (o iniziare, non si sa mai). C’è anche un momento giusto per rivolgersi ad un avvocato.
Ne parlo qui per cinque minuti, che bastano e avanzano.
Per chi non ha tempo da perdere (anche se il mio podcast non è mai tempo perso, ma cinque minuti di assoluto ricongiungimento con il mondo dell’Iperuranio), ho estrapolato le informazioni più rilevanti e le ho trascritte di seguito. Tempo stimato di lettura: 1 minuto.
Nel 97% dei casi – secondo i più – questo momento si trova tra la più cupa disperazione e il tentativo di rivolgersi a qualche divinità in ascolto. Per il restante 1% questo momento viene dopo che la divinità invocata ha fatto orecchie da mercante. Il restante 2%, invece, sa che questo momento arriva molto prima, ed infatti è la stessa percentuale delle persone che capisce la differenza tra costo improduttivo e investimento.
Facciamo una premessa: la funzione dell’avvocato è quella di difendere e tutelare i diritti dei suoi assistiti. Io, per esempio, tutelo i diritti dei miei clienti a ricevere un risarcimento integrale, che comprenda ogni voce di danno. Un penalista non difenderà mai il crimine del proprio assistito, ma tutti i suoi diritti, perché tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti (almeno in democrazia). Chi è un giuslavorista tutela i diritti dei lavoratori e così via.
Ai diritti, tuttavia, si contrappongono i doveri.
In Italia siamo tutti ben consapevoli dei nostri diritti, ma spesso e volentieri ignoriamo i nostri doveri.
Inoltre, più doveri verranno violati, meno diritti si avranno.
Pertanto, bisogna rivolgersi all’avvocato non solo per conoscere i propri diritti e chiederne la difesa, ma anche – e soprattutto – per conoscere i propri doveri ed evitare di violarli, quando si è ancora in tempo.
Facciamo un parallelismo per intenderci meglio: i medici tutelano la salute dei loro pazienti, come noi avvocati tuteliamo i diritti dei nostri clienti. Se un paziente avverte un malessere e questo non passa nel giro di qualche giorno, sarebbe meglio che si rivolga ad un medico, per evitare che la sua salute peggiori. Prima si interverrà, più facile sarà individuare la cura, perché il corpo non sarà ancora debilitato e i malanni non si saranno ancora accavallati gli uni sugli altri.
Preciso che questa è una generalizzazione, perché ci sono casi in cui la tempistica può far ben poco. Del resto, la medesima cosa vale anche con i diritti e doveri.
Pertanto, così come “prima si va dal medico, meglio è”, lo stesso discorso vale per l’avvocato.
Facciamo un esempio: avete comprato una fornitura di legname per farne un porticato, ma il legname è difettoso (supponiamo che presenti delle crepe) quindi chiedete al fornitore di sostituirlo. Il fornitore non lo fa e voi non lo pagate.
Quando il fornitore vi chiederà spiegazioni, voi gli direte che il materiale è difettoso, ma lui vi dirà che non è così e voi continuerete a non pagarlo. Passeranno molti mesi tra tira e molla, finché il creditore vi manderà una messa in mora e voi risponderete (per conto vostro) argomentando tutte le vostre ragioni.
È ormai passato un anno e il fornitore vi notifica un bel decreto ingiuntivo.
A qualcuno verrà anche anche voglia di difendersi da solo, perché crede di essere l’Unto dal Signore, ma per sua inconsapevole fortuna si renderà conto che non può, che la difesa legale è obbligatoria e che quindi sarà costretto a rivolgersi da un avvocato.
L’avvocato lo ascolta e chiede: <<Ha denunziato i vizi della merce entro 8 giorni?>>
Cliente: <<Non ricordo con precisione>>
Avvocato: <<Come li ha denunciati?>>
Cliente: <<Ho telefonato>>
Avvocato: <<Quindi non ha una prova scritta. I vizi sono ancora evidenti?>>
Cliente: <<Si confondono con quelli da normale usura>>.
Avvocato: << Bene, allora le posso dire che l’opposizione a decreto ingiuntivo avrà quasi sicuramente un esito negativo e in ogni caso le costerà 1.000,00 euro per il mio compenso oltre le spese >>.
Il Cliente si è rivolto troppo tardi all’avvocato. Se vi si fosse rivolto alla scoperta dei vizi, non solo avrebbe speso molto meno, perché l’avvocato si sarebbe limitato a una corrispondenza scritta (meno lavoro e meno spese), ma avrebbe sicuramente ottenuto la sostituzione della merce o la sicurezza di non versarne il prezzo.
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Avv. Igino Cappelli