

Hai firmato il CID?
Sembra una domanda di un test attitudinale. Sudore freddo che scorre, ticchettio dell’orologio in sottofondo e il dubbio amletico: CID o non CID, questo è il problema.
Innanzitutto chiariamo una cosa: non si chiama più CID (Convenzione di Indennizzo Diretto) ma CAI (Costatazione Amichevole di Incidente), quindi se volete cambiare discorso, potete farlo con moderata pignoleria, rimbrottando il vostro interlocutore.
Però il dubbio rimane.
Il dubbio rimane perché – questo me lo dice l’esperienza – la compilazione del modulo CAI viene vista come una specie di confessione estorta, come un’ammissione di colpa anche quando la colpa non c’è. Fortunatamente non è così, però non sempre è consigliabile compilarlo.
Ci sono casi in cui è sicuramente utile: per esempio quando l’altro ammette di avere torto; in tal caso, tira fuori il modulo e compilalo subito!
Ci sono altri casi, però, in cui non conviene compilarlo, ma piuttosto chiamare la Polizia o i Carabinieri, perché altrimenti potresti ridurre quasi del tutto le possibilità di ottenere il risarcimento dei danni. Mi riferisco a tutte le volte in cui non sei sicuro di avere torto, ma anche quando non sei sicuro di avere ragione.
Per capire bene quello che sto dicendo, devi capire a cosa serve il modulo CAI.
Ne parlo in maniera un po’ più semplice e scanzonata nell’episodio del mio podcast “Better Call Igino”, che ho linkato qui sotto. Se non riesci ad aprire il link, puoi trovarlo su tutte le principali piattaforme di podcast. Se vuoi approfondire, invece, buona lettura!
Il Modulo di Constatazione Amichevole di Incidente (CAI) è disciplinato dall’art. 143 del Codice delle Assicurazioni Private (D.Lgs. n. 209/2005).
Si tratta di un documento redatto dai conducenti coinvolti in un sinistro stradale, volto a ricostruire la dinamica dell’incidente.
Il CAI non è solo un modulo amministrativo, ma un documento che può assumere rilievo probatorio nel giudizio sull’accertamento della responsabilità civile dei conducenti e sul conseguente risarcimento del danno.
Se il modulo è sottoscritto da entrambi i conducenti, assume valore di scrittura privata ai sensi dell’art. 2702 c.c.
Tuttavia, la sua efficacia probatoria non è una piena confessione giudiziale, ma semplice elemento di prova, che può essere superato da altre risultanze istruttorie.
Il modulo di constatazione amichevole di incidente, infatti, fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni, ma non dell’effettiva veridicità dei fatti dichiarati.
La sottoscrizione congiunta del modulo di constatazione amichevole non vincola in modo assoluto le parti, potendo la dinamica risultare diversa da successive prove testimoniali o tecniche.
Ma allora a che serve questo modulo CAI?
Sul piano processuale serve come prova della dinamica del sinistro, ma da sola non basta. Per ottenere il risarcimento dalla Compagnia assicurativa è comunque necessario provare tale dinamica anche attraverso altri mezzi istruttori, come, ad esempio, la prova testimoniale. La compagnia assicurativa, infatti, non ha concorso a firmare il modulo e quindi tutto quanto ivi contenuto non può essergli opposto.
Sul piano del risarcimento in via stragiudiziale, invece, serve eccome! Esso costituisce prova sufficiente per attivare la procedura di risarcimento diretto (art. 149 D.Lgs. 209/2005) e ridurre i tempi della formulazione dell’offerta risarcitoria da parte dell’Assicurazione per danni a cose da 60 a 30 giorni.
Questo non vuol dire che l’assicurazione non farà comunque i suoi accertamenti, perché spesso le frodi avvengono proprio con la compilazione dei CID, né vuol dire che l’Assicurazione corrisponderà esattamente quanto richiestole con la messa in mora, ben potendo discostarsene, però la firma congiunta del CAI accelererà i tempi per ottenere il risarcimento e esonererà il danneggiato dal provare la responsabilità dell’altro conducente (nella fase stragiudiziale).
Questo vale sia per chi ha ragione che per chi ha torto. Chi ha dichiarato di avere torto, infatti, se in un secondo momento si rendesse conto che tanto torto non aveva, non potrà sicuramente ottenere nulla in fase stragiudiziale, perché, se il modulo CAI obbliga l’Assicuratore a formulare un’offerta risarcitoria in favore di chi ha dichiarato di avere ragione, allo stesso tempo consente all’Assicurazione di negare il risarcimento a chi ha dichiarato di avere torto.
E affrontare un giudizio con un modulo CAI sfavorevole non è proprio una passeggiata!
In conclusione, firma solo quando l’altro si assume la responsabilità, altrimenti chiama la Polizia o i Carabinieri e lascia che siano loro a fare i rilievi del caso. Tu limitati a guardati intorno per vedere se ci sono dei testimoni, ed in tal caso prendine le generalità, vedi se ci sono telecamere di sicurezza, fai le foto ai veicoli incidentati e poi chiama un avvocato esperto … proprio come il sottoscritto.
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Avv. Igino Cappelli