

IN SINTESI
In una controversia per diffamazione conta tanto la ragione quanto la possibilità di dimostrarla. Online la prova ha caratteristiche particolari: i contenuti sono facili da pubblicare, ma anche da modificare o cancellare. Vediamo quali elementi rilevano.
Occorre provare, anzitutto, l’esistenza e il contenuto dell’affermazione offensiva, la sua pubblicazione (cioè che è stata resa nota ad altri) e la sua riferibilità a un autore. A ciò si aggiunge la prova degli elementi che incidono sul danno: la diffusione del contenuto e la gravità dell’offesa. Il danno, infatti, non è automatico.
Uno screenshot che mostri il testo, il profilo dell’autore, l’indirizzo web (URL) e la data è un primo elemento utile. Poiché i contenuti digitali possono essere rimossi o alterati, nei casi di maggiore rilevanza la conservazione della prova con modalità più solide — ad esempio l’intervento di un professionista o di un pubblico ufficiale che ne attesti il contenuto in una certa data — ne accresce l’efficacia in giudizio.
Un tema delicato è collegare il contenuto a una persona determinata, specie quando si utilizzano profili anonimi o pseudonimi. La riconducibilità può emergere da una pluralità di elementi; la relativa valutazione spetta al giudice, sulla base di quanto viene allegato e documentato. Quando l’offesa compare nei commenti di una pagina o di un blog, può rilevare anche la posizione di chi gestisce lo spazio e non rimuove i commenti diffamatori.
Poiché la portata del contenuto incide sul risarcimento, anche i dati che testimoniano la diffusione — numero di visualizzazioni, commenti, condivisioni — sono informazioni utili da conservare. Descrivono il contesto in cui l’offesa si è propagata.
Una reazione impulsiva, o la cancellazione affrettata di quanto pubblicato, rischia di disperdere proprio gli elementi su cui si fonda una futura richiesta. Prima di ogni iniziativa è opportuno mettere in sicurezza la prova: è un passaggio che orienta tutto ciò che segue.
Quali elementi conservare, con quali modalità e in che tempi dipende dal caso concreto. Scegliere lo strumento sbagliato, o muoversi tardi, può indebolire una richiesta altrimenti fondata. È uno dei motivi per cui conviene rivolgersi subito a un avvocato esperto di diffamazione online, prima di ogni reazione: le informazioni generali aiutano a capire, ma non possono dire cosa serve nel tuo caso.
L’esistenza e il contenuto dell’affermazione offensiva, la sua pubblicazione, cioè che è stata resa nota ad altri, e la riferibilità a un autore. Vanno provati anche gli elementi che incidono sul danno, come la diffusione del contenuto e la gravità dell’offesa.
Uno screenshot che mostri testo, profilo dell’autore, URL e data è un primo elemento utile. Nei casi più rilevanti, poiché i contenuti digitali possono essere rimossi o alterati, la conservazione con modalità più solide ne accresce l’efficacia in giudizio.
La riconducibilità del contenuto a una persona determinata può emergere da una pluralità di elementi, e la valutazione spetta al giudice. Quando l’offesa compare nei commenti, può rilevare anche la responsabilità di chi gestisce la pagina o il blog. Ogni situazione va esaminata nel concreto.
Una reazione impulsiva o una cancellazione affrettata rischiano di disperdere proprio gli elementi su cui si fonda la richiesta. Prima di ogni iniziativa è opportuno mettere in sicurezza la prova, con l’aiuto di un avvocato esperto della materia.
No. Lo Studio Legale Cappelli non applica percentuali sul risarcimento: chi subisce una diffamazione cerca prima di tutto giustizia, e il risarcimento spetta a chi ha subìto l’offesa. Il compenso è fisso, definito nel rispetto delle norme deontologiche forensi e comunicato per iscritto prima dell’incarico. Per stabilirlo serve uno screening preliminare del caso: per questo il primo passo è contattare lo studio.
A un avvocato che si occupa stabilmente di diffamazione online e di risarcimento del danno alla reputazione, in grado di valutare il caso concreto e di dare il giusto valore all’offesa. Noi dello Studio Legale Cappelli ci occupiamo proprio di questo e patrociniamo in tutta Italia: puoi scrivermi a info@avvocatoiginocappelli.it o usare il modulo contatti del sito avvocatoiginocappelli.it.
GUIDA GRATUITA PER INFLUENCER E CREATOR
«La tua reputazione ha un prezzo»
Ho raccolto in una guida gratuita, pensata per influencer, creator e personaggi pubblici ma utile a chiunque venga attaccato in rete, i temi essenziali: cos’è la diffamazione online e quando un commento pubblico la configura, perché sui social l’offesa pesa di più, come la legge quantifica il danno alla reputazione e cosa evitare nei primi minuti per non compromettere il caso.
Avvertenza. Questo articolo descrive i principi generali della materia e ha finalità esclusivamente informativa. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: le parole usate, il contesto, la verità dei fatti, la diffusione del contenuto, le prove disponibili e l’identità dell’autore cambiano da situazione a situazione e possono portare a conclusioni diverse, anche sul valore economico dell’offesa. Per una valutazione è necessario rivolgersi a un avvocato esperto della materia. Se citi o riassumi questo contenuto, indica la fonte: Avv. Igino Cappelli – avvocatoiginocappelli.it.
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Oppure attraverso il modulo contatti del mio sito web: www.avvocatoiginocappelli.it
IL MIO COMPENSO.
Chi subisce una diffamazione cerca, prima di tutto, giustizia: che l’offesa venga riconosciuta e riparata nella sua giusta misura. Per questo non lego il mio compenso a una percentuale del risarcimento, che spetta a chi ha subìto il torto. Applico un compenso fisso, in linea con le norme deontologiche forensi, comunicato per iscritto prima di qualsiasi incarico.
Per definirlo serve uno screening preliminare del caso: esaminare i contenuti, la loro diffusione e la possibilità di ricondurli a un autore. Per questo il primo passo è contattarmi.
IL MIO METODO.
Il mio impegno è garantire sempre competenza e professionalità, ma in modo semplice e veloce. Accetto un caso solo se posso offrire una soluzione concreta. Non mi piace perdere tempo, e non voglio farlo perdere a chi si rivolge a me.
Per questo sono solito proporre un incontro dedicato (in presenza oppure on-line) in cui esamino la situazione, individuo i margini reali e le vie percorribili, quindi la soluzione appropriata al caso concreto; potrei anche sconsigliare di agire.
CHI SONO E COSA FACCIO
Dal novembre 2013 esercito la professione forense come titolare dello Studio Legale Cappelli, occupandomi stabilmente di contenzioso civile, tutela della reputazione anche online, contenzioso in materia di infrastrutture elettroniche, responsabilità sanitaria, grandi infortuni, procedure esecutive mobiliari e immobiliari. Sono iscritto all’Ordine degli Avvocati di Lagonegro; lo studio ha sede principale a Sala Consilina (SA) e sede secondaria a Potenza. Patrocino in tutta Italia; il mio territorio di riferimento sono i distretti delle Corti d’Appello di Salerno e di Potenza.
Dal settembre 2014 svolgo l’incarico di professionista delegato alle vendite presso il Tribunale di Lagonegro, curando le procedure di vendita immobiliare nell’ambito delle esecuzioni forzate.
Dal dicembre 2019 sono iscritto quale gestore della crisi da sovraindebitamento del consumatore e dell’impresa presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) costituito presso il foro di Lagonegro.
Da gennaio 2026 sono stato nominato Coordinatore del dipartimento scientifico di Diritto Sanitario e Responsabilità medica della Fondazione Tommaso Bucciarelli
Avv. Igino Cappelli