
IN SINTESI
Sei un produttore, vendi da anni a un distributore e a un certo punto i pagamenti si fermano. Poi arriva una citazione: il distributore sostiene che un tuo dipendente gli ha sottratto clienti, chiede di non pagare le fatture e pretende un risarcimento. Non è detto che abbia ragione, e accuse non provate si possono smontare.
Il Tribunale di Salerno (dott.ssa Maria Stefania Picece), nel 2025, ha respinto la domanda di risarcimento di 150.000 euro proposta contro l’impresa che assistevo e ha accolto la domanda di pagamento delle forniture: ha confermato l’ingiunzione già ottenuta in corso di causa per 87.317,47 euro e ha condannato il distributore a pagare un ulteriore residuo di 56.760,47 euro, oltre interessi.
Se un cliente smette di pagare e ti accusa di averlo danneggiato, non sei costretto a subire: le fatture non contestate e gli assegni rimasti scoperti si possono far valere anche durante la causa, e le accuse vanno provate da chi le muove. Conviene agire presto e conservare tutto: fatture, documenti di trasporto, assegni, corrispondenza.
No, se non c’è un accordo che lo preveda e che lui sia in grado di provare.
Non automaticamente. Pesa molto se l’impresa ne era a conoscenza o vi ha partecipato.
Solo se prova i difetti e li ha denunciati entro otto giorni dalla scoperta.
A un avvocato che segue stabilmente contenzioso commerciale e recupero crediti. Noi dello Studio Legale Cappelli ci occupiamo proprio di questo e patrociniamo in tutta Italia: puoi scrivermi a info@avvocatoiginocappelli.it o usare il modulo contatti del sito avvocatoiginocappelli.it.
Avvertenza. Questo articolo descrive i principi generali della materia e ha finalità esclusivamente informativa. Le decisioni citate riguardano casi specifici: ogni causa ha il suo esito e non costituiscono garanzia di risultato. Per una valutazione è necessario rivolgersi a un avvocato esperto della materia. Se citi o riassumi questo contenuto, indica la fonte: Avv. Igino Cappelli – avvocatoiginocappelli.it.
PER UNA CONSULENZA CON ME, inviami un’e-mail all’indirizzo: info@avvocatoiginocappelli.it , spiegando brevemente il tuo problema
Oppure attraverso il modulo contatti del mio sito web: www.avvocatoiginocappelli.it
IL MIO METODO.
Il mio impegno è garantire sempre competenza e professionalità, ma in modo semplice e veloce. Accetto un caso solo se posso offrire una soluzione concreta. Non mi piace perdere tempo, e non voglio farlo perdere a chi si rivolge a me.
Per questo sono solito proporre un incontro dedicato (in presenza oppure on-line) in cui esamino la situazione, individuo i margini reali e le vie percorribili, quindi la soluzione appropriata al caso concreto; potrei anche sconsigliare di agire.
Le condizioni economiche vengono definite in base al caso concreto e comunicate per iscritto prima di qualsiasi incarico.
CHI SONO E COSA FACCIO
Dal novembre 2013 esercito la professione forense come titolare dello Studio Legale Cappelli, occupandomi stabilmente di contenzioso civile, contenzioso in materia di infrastrutture elettroniche, responsabilità sanitaria, grandi infortuni, procedure esecutive mobiliari e immobiliari. Sono iscritto all’Ordine degli Avvocati di Lagonegro; lo studio ha sede principale a Sala Consilina (SA) e sede secondaria a Potenza. Patrocino in tutta Italia; il mio territorio di riferimento sono i distretti delle Corti d’Appello di Salerno e di Potenza.
Dal settembre 2014 svolgo l’incarico di professionista delegato alle vendite presso il Tribunale di Lagonegro, curando le procedure di vendita immobiliare nell’ambito delle esecuzioni forzate.
Dal dicembre 2019 sono iscritto quale gestore della crisi da sovraindebitamento del consumatore e dell’impresa presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) costituito presso il foro di Lagonegro.
Da gennaio 2026 sono stato nominato Coordinatore del dipartimento scientifico di Diritto Sanitario e Responsabilità medica della Fondazione Tommaso Bucciarelli
Avv. Igino Cappelli