

Se c’è un tema su cui la Cassazione è stata costante e inequivocabile negli ultimi anni, è questo: i danni causati dalla fauna selvatica sono risarcibili. E a pagare è la Regione.
Con l’ordinanza n. 22976 del 9 agosto 2025, la Corte Suprema toglie — come mi piace dire — qualche ragnatela da orecchi che ancora non vogliono sentire ragione.
Il ragionamento è lineare. L’art. 2052 c.c. prevede la responsabilità del proprietario di un animale per i danni da esso cagionati. Le specie selvatiche protette ai sensi della Legge n. 157/1992 rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato e sono affidate alla cura e alla gestione di soggetti pubblici — in primo luogo le Regioni — in funzione della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.
La responsabilità, precisa la Cassazione, non si fonda sulla custodia ma sulla proprietà o, comunque, sull’utilizzazione dell’animale. Questo significa che la Regione non può scaricare la responsabilità su altri enti, salvo che esistano leggi specifiche che trasferiscano la competenza.
E — punto cruciale — la Regione non può nemmeno sottrarsi al risarcimento sostenendo di non poter controllare l’intero territorio. L’attraversamento di una strada da parte di un animale selvatico non è un evento imprevedibile: è una circostanza nota, ripetuta, prevedibile. Non rientra, quindi, nel caso fortuito.
Se avete avuto un incidente con un cinghiale, un cervo o qualsiasi altro animale selvatico, la legge è dalla vostra parte. E la Cassazione lo conferma, una volta di più.
Corte Suprema di Cassazione – Sezione Terza Civile – Ordinanza n. 22976 del 9 agosto 2025
PER UNA CONSULENZA CON ME, inviami un’e-mail all’indirizzo: info@avvocatoiginocappelli.it , spiegando brevemente il tuo problema
IL MIO METODO.
Metto a disposizione dei miei clienti tutto quello che ho imparato negli anni più difficili per l’avvocatura. Chi, come me, vivendo e lavorando nel Mezzogiorno, ha resistito alla crisi del 2008 e poi del 2011, all’austerità, allo spopolamento del Sud e al Covid — e ce l’ha fatta comunque a crescere e consolidare la propria posizione professionale — sa cosa significa non arrendersi davanti agli ostacoli.
Questa mentalità, nel mio lavoro, fa spesso la differenza.
Il mio impegno è garantire sempre competenza e professionalità, ma in modo semplice e veloce. Accetto un caso solo se posso offrire una soluzione concreta. Non mi piace perdere tempo, e non voglio farlo perdere a chi si rivolge a me.
Per questo offro una telefonata gratuita a chiunque voglia valutare se posso aiutarlo: bastano pochi minuti per capire la situazione.
La telefonata si può prenotare con pochi click: https://calendly.com/cappellistudiolegale/30min
Per saperne di più: www.avvocatoiginocappelli.it
Avv. Igino Cappelli