

Quando una linea elettrica viene imposta sul tuo terreno, hai diritto a una somma: è l’indennità di asservimento. In sostanza è il prezzo della limitazione che subisci — il ristoro per il fatto che una parte del tuo fondo, da quel momento, non è più pienamente libera.
È il punto più importante, ed è anche il più trascurato. L’indennità non è un favore che la società ti concede: è il contrappeso necessario del sacrificio imposto alla tua proprietà. Una servitù imposta senza indennizzo è una servitù incompleta. Se qualcuno ti fa intendere che “non ti spetta nulla”, quella affermazione va guardata con molta prudenza.
L’indennità non è un numero unico calato dall’alto. Tiene insieme più voci:
Qui si gioca la parte più delicata. Il principio è che il riferimento deve essere il valore reale del terreno — quello di mercato — e non una cifra simbolica o legata a un’astratta media agricola. È un punto che conta molto in concreto, perché le prime offerte tendono a partire dal basso.
Sulla diminuzione di valore serve un chiarimento onesto: non è automatica. La perdita di valore della parte non direttamente attraversata va dimostrata in modo concreto — deve essere reale e deve dipendere effettivamente dalla linea. Una limitazione generica, che grava allo stesso modo su tutti i terreni vicini, viene trattata diversamente da una perdita specifica e dimostrabile che colpisce proprio il tuo fondo. È esattamente su questa voce che, il più delle volte, si decide la differenza tra una cifra modesta e una cifra giusta.
La somma che ti viene offerta per prima è un punto di partenza, non necessariamente l’arrivo. Se non rispecchia tutto ciò che ti spetta — in particolare la diminuzione di valore — è una domanda che merita una risposta ponderata prima di accettare.
Quando lo sviluppatore ti contatta per far passare la linea, ciò che ti propone non è una cortesia da concedere in fretta: è un atto giuridico con effetti che durano per sempre. Capirlo bene, prima di aderire, è la cosa più utile che puoi fare per il tuo terreno.
Se è il tuo caso, il primo passo non è allarmarsi: è capire se quella servitù poggia su un titolo valido e se sei stato indennizzato in modo corretto. Sono due domande da cui dipende molto, e a cui si può rispondere con precisione.
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Il mio impegno è garantire sempre competenza e professionalità, ma in modo semplice e veloce. Accetto un caso solo se posso offrire una soluzione concreta. Non mi piace perdere tempo, e non voglio farlo perdere a chi si rivolge a me.
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CHI SONO E COSA FACCIO
Dal novembre 2013 esercito la professione forense come titolare dello Studio Legale Cappelli, occupandomi stabilmente di contenzioso civile, contenzioso in materia di infrastrutture elettroniche, responsabilità sanitaria, grandi infortuni, procedure esecutive mobiliari e immobiliari,
Dal settembre 2014 svolgo l’incarico di professionista delegato alle vendite presso il Tribunale di Lagonegro, curando le procedure di vendita immobiliare nell’ambito delle esecuzioni forzate.
Dal dicembre 2019 sono iscritto quale gestore della crisi da sovraindebitamento del consumatore e dell’impresa presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) costituito presso il foro di Lagonegro.
Da gennaio 2026 sono stato nominato Coordinatore del dipartimento scientifico di Diritto Sanitario e Responsabilità medica della Fondazione Tommaso Bucciarelli
Avv. Igino Cappelli